CENTRO DIURNO SOCIO-EDUCATIVO E RIABILITATIVO "DANTE CAPELLO"

PROGETTO PEDAGOGICO

Il Centro  diurno socio educativo e riabilitativo “DANTE CAPPELLO” nasce come idea progettuale  dell’Associazione Italiana Persone Down – Sezione di Brindisi dietro al bisogno espresso da moltissime famiglie di dare ai propri figli con S.D un servizio qualificato per la riabilitazione e la formazione al lavoro.
Pur vantando una legislazione regionale e nazionale fra le migliori in Europa c’è da registrare che sul territorio della provincia non esistono ancora servizi specifici a favore dei  ragazzi con Sindrome di Down e Brindisi si è trovata indietro di almeno 20 anni rispetto ad altre città Italiane, con tantissime problematiche  da superare.
Il cammino da fare è stato lungo, ma grazie alle sollecitazioni delle famiglie ed all’opera di sensibilizzazione sociale e politica portata  avanti dall’AIPD, sono partite le prime iniziative, a livello di volontariato, a favore delle persone degli associati e delle loro famiglie.
Il servizio offerto, di tipo semiresidenziale, ha preso sempre più forma organizzativa; il cambiamento di sede  dell’ associazione ha poi contribuito a rendere sempre più qualificato tale servizio che si è radicato sul territorio come punto di riferimento di progetti pilota a favore dei disabili e come sostegno per le famiglie e per gli operatori del Terzo Settore (Scuole, Centri di Formazione Professionali, etc..).
In questa breve presentazione l’équipe di operatori descrivono il loro lavoro quotidiano svolto insieme ai ragazzi e puntualizzano gli obiettivi del servizio, la metodologia applicata, con i relativi contenuti, prospettando soprattutto il futuro del servizio che in questi anni si è sempre più integrato nella realtà sociale e culturale della città.

PRESENTAZIONE DEL CENTRO
La sede del Centro diurno è ubicata, dal settembre del 2007, presso l’ex Ospedale Di Summa nella piazza omonima.
Il servizio è attualmente offerto per 12 mesi l’anno e per 5 giorni la settimana (dal lunedì al venerdì). È sospeso inoltre nelle festività previste dal calendario.
La struttura può ospitare fino a 20 ragazzi con un’età  che varia dall’adolescenza all’età adulta (max 45 anni, come da Regolamento interno).
Gli utenti sono suddivisi in piccoli gruppi formati da numero 4-5  soggetti con diversi livelli di sviluppo.
Il centro può assicurare il servizio di trasporto grazie al pulmino di dotazione.
Il personale tecnico è composto da una équipe di operatori specializzati in vari settori:  di massima n.1 Assistente sociale che svolge il ruolo di coordinatrice, di un numero di educatori in misura corrispondente a quanto previsto dal Regolamento regionale n.4/07, n. 1 musicoterapeuta o danza terapeuta.
Ci si avvale inoltre di altre collaborazioni esterne, cioè di una Psicologa psicomotricista, del Centro culturale “La luna nel Pozzo” per l’ attività teatrale, di un grafico esperto informatico. A richiesta  collaborano n.2 medici.
Completano il personale quello ausiliario e quello amministrativo.
L’organizzazione delle attività presso il Centro diurno sono suddivise in quattro fasi, che sono così strutturate:

PRIMA FASE: ACCOGLIENZA DEI RAGAZZI
Essa è il primo passo per il buon andamento della giornata, tenendo conto del fatto che il passaggio dall’ambiente familiare al Centro produce dei cambiamenti allo stato interno di ogni ragazzo.
Tutti gli operatori si fanno trovare nella sala comune dove accolgono i ragazzi dopo che questi hanno utilizzato lo spogliatoio e gli armadietti personali.
Ogni mattina gli operatori introducono una breve attività di socializzazione con tutto il gruppo: si aggiorna il calendario, si constatano le presenze e le assenze dei compagni e insieme si pianificano le attività della giornata.        
Successivamente i ragazzi si dividono in gruppi ed insieme ai propri operatori vanno nei rispettivi laboratori.

SECONDA FASE: ATTIVITÀ POLIVALENTI
Le attività polivalenti sono elaborate all’interno della propria classe. Ogni operatore inizia con il proprio gruppo una attività di socializzazione che dà inizio alle attività giornaliere, pianificate in una programmazione individualizzata e di gruppo.

TERZA FASE: IL PRANZO
I ragazzi giornalmente, intorno alle 13.00 circa, insieme agli operatori, utilizzano la sala mensa per consumare il pasto ma, al contempo, si cimentano nell’apparecchiare e sparecchiare le tavole.

QUARTA FASE: RITORNO A CASA
Verso le ore 17.00 ogni gruppo si prepara per essere chiamato dall’accompagnatore/genitore  per andare a casa.

IL PROGETTO PEDAGOGICO
Nel nostro progetto pedagogico l’ obiettivo primario consiste nello sviluppo e nella ristrutturazione della personalità del giovane tramite l’utilizzo delle più moderne metodologie psicopedagogiche e riabilitative, al fine di una efficace integrazione sociale, familiare e lavorativa.
Per realizzare il nostro obiettivo primario abbiamo organizzato una struttura comunitaria che in modo analogico esprime le dinamiche del ciclo vitale di tipo scolastico e del macrocosmo sociale.
Si tratta di una struttura che permette di sapersi orientare nella realtà della vita: con le sue regole, i suoi orari, i suoi ritmi, i suoi rapporti. Essa è strutturata in modo da mettere al centro la persona, per la conquista del suo benessere.
Le strutture del processo pedagogico si diversificano secondo il vissuto dei destinatari; da qui nasce l’importanza della diagnosi funzionale, intesa come comprensione in profondità del soggetto.

Questa dimensione è ancorata alla partecipazione delle famiglie che sono parte attiva del nostro progetto pedagogico.
Si tratta di permettere all’utente di "centrarsi" su attività che siano a lui congeniali, dove abbia  la possibilità di esprimersi con fantasia e creatività e dove soprattutto si senta competente.
Si tratta per il ragazzo di sapersi proiettare nel futuro, riconquistando il senso del proprio essere e del proprio agire, del proprio soffrire e della sua vita, appropriandosene come suo proprio dominio.

IL PROGRAMMA PEDAGOGICO
1. OBIETTIVI E METODOLOGIA
     Si esplicano attraverso una gamma di attività molto diverse, con centri di interesse che :
corrispondono ai diversi livelli di sviluppo e che permettono di offrire agli utenti una serie di performance da realizzare in rapporto con le risorse e le capacità emergenti di ciascuno, sufficientemente vari per poter andare incontro agli interessi specifici di ciascuno e che permettono così un approccio differenziato della loro difficoltà relazionale;
offrono una formazione al lavoro atto a favorire l’inserimento sociale, e che stimolano il soggetto ad acquisire al tempo stesso conoscenze intellettuali e pratiche necessarie per svolgere i compiti richiesti;
permettono di rispettare ogni progetto individuale elaborato in funzione della diagnosi personale;
consentono di apprendere ed aiutarsi a vicenda, stimolandosi reciprocamente in base alle loro capacità; ognuno ha un compito particolare e il responsabile ha la funzione di stimolare e di incentivare le risorse creative, sia del singolo che del gruppo;
vedono le riunioni giornaliere, come momento di verifica e monitoraggio degli obiettivi e degli strumenti utilizzati, ma soprattutto permettono  di socializzare e condividere con gli altri i sentimenti e a "tirar fuori" il senso degli obiettivi e dei valori per rielaborare ed alimentare il progetto della propria vita.

2. OBIETTIVI E METODOLOGIA NELLA RELAZIONE
INDIVIDUALE
La programmazione del piano pedagogico individualizzato prevede per ciascun soggetto :
Un piano progressivo che si esplica:
a partire da conoscenze acquisite, cosa che presuppone di stabilire un livello di partenza, un bilancio di avvio;
verso conoscenze nuove, cosa che presuppone di stabilire un punto di arrivo;
determinando le tappe, seguendo una scala di progressione.
Un approccio pedagogico relazionale, che comporti:
il rispetto dei canali di comunicazione propri del soggetto (visivi, uditivi, cinestesici, etc..);
l’instaurazione fin dall’inizio di un buon rapporto relazionale (entrare in sintonia);
dotare il soggetto di strumenti di supporto che lo aiutino ad esperienze di successo.
Integrazione sociale e formazione al lavoro : "scuola" come "metafora del futuro":
acquisizione di regole e di norme per l’autonomia sociale e lavorativa;
consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti;
acquisizioni di capacità per poter valorizzare le proprie competenze lavorative, per farle rispettare e proporle al contesto sociale di appartenenza.

3. ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO EDUCATIVO
Obiettivi psicopedagogici delle attivita’
Gli obiettivi psicopedagogici del Centro diurno si raggiungono tramite diverse attività, che sono suddivise in individuale e di gruppo.
Queste attività sono inoltre strutturate in relazione al loro contesto attuativo: attività realizzate all'interno del Centro e attività realizzate all'esterno del Centro.
a.  attività individuali
Le attività individuali mirano allo sviluppo delle capacità residue e delle risorse-competenze presenti in ogni ragazzo. Esse vengono pianificate dopo la elaborazione della diagnosi funzionale e relazionale.
Il piano di intervento individualizzato ha come riferimento le seguenti aree:
1. Area cognitiva e metacognitiva:
capacità attentiva
orientamento spaziale
abilità di prescrittura e scrittura
abilità logico-matematiche

2. Area comunicazione e linguaggio:
comunicazione verbale
comunicazione non verbale

3. Area abilità interpersonali e sociali
Area autonomia personale:
alimentazione
igiene personale
uso dell’orologio e gestione di sè rispetto al tempo
Area autonomia sociale:
competenze sociali
sicurezza personale ed uso dei mezzi pubblici e privati

4. Area motricità e percezione:
abilità grosso-motorie
abilità fino-motorie
percezione visiva, tattile, olfattiva, uditiva e cinestesica

5. Area abilità espressive e creative:
abilità espressive
competenze lavorative

b.  attività di gruppo
 Le attività di gruppo includono una vasta gamma di iniziative che mirano a potenziare: la socializzazione, le competenze relazionali, le competenze sociali, quelle lavorative e quelle creative.
Per raggiungere questi obiettivi, si è pianificata una programmazione di attività che vengono realizzate sia all’interno che all’esterno del Centro.
Tutte le attività hanno una pianificazione annuale con un monitoraggio ed una verifica che viene effettuata a breve e a lungo termine (giornaliera, settimanale, mensile, annuale).
Descriviamo sinteticamente le attività più significative da noi portate avanti nel corso degli anni

c. attività interne
L’esperienza acquisita in vari anni di lavoro in associazione ha permesso di selezionare una serie di attività grafico-pittoriche, di manipolazione, di ceramica, di drammatizzazione e ricerca d’espressione ritmica e musicale partendo dal presupposto che ognuna di queste attività viene accolta con grande disponibilità e dunque condotta con competenza dall’utente quando viene proposta al giusto livello; e poiché ognuna di queste attività si esplica attraverso fasi più o meno complesse da portare avanti; l’operatore conduce l’esperienza affidando ad uno o più ragazzi le varie fasi del compito, specializzandolo in quella fase in cui l’utente si mostra competente

1. animazione teatrale
La programmazione pedagogica prevede durante l’anno dei periodi di intensa attività di animazione teatrale che si sviluppa all’interno della struttura e che si manifestano nella fase conclusiva presso scuole e teatri.
All’interno della struttura si attivano i laboratori di animazione musicale, di scenografia e di danza, che coinvolgono attivamente tutto il gruppo di lavoro.
Queste attività hanno un alto contenuto pedagogico ed educativo in quanto i ragazzi manifestano tutte le loro risorse e apprendono utilizzando medium espressivi diversi.
Oltre alla preparazione coreografica, grande rilievo è dato alla preparazione scenografica che si avvale oltre che delle tecniche pittoriche di cui abbiamo già parlato, della progettazione e realizzazione dei costumi.
Le attività sono svolte con la collaborazione del centro culturale La Luna nel Pozzo di Ostuni (BR).

2. laboratorio di ceramica
Le tecniche di manipolazione della creta in un primo momento, mettono il soggetto nella condizione di provare una vasta gamma di esperienze: toccare, premere, torcere, tagliare, spezzare, riunire, sovrapporre etc.., momenti basilari che vengono successivamente utilizzati in ognuna delle specifiche tecniche della lavorazione ceramica che si avvale di un attrezzato laboratorio che ci permette di eseguire lavori di bassorilievo, altorilievo, costruzioni a colombino, tecnica a lastra, modellatura, e infine la tecnica del collaggio attraverso i calchi di gesso che ci hanno permesso di realizzare manufatti di buon livello tecnico.
L’oggetto nasce dunque dalle mani del ragazzo che via via segue le differenti fasi di lavorazione che sono: l’essiccazione, la rifinitura, la prima cottura; una volta sfornato, il prodotto viene selezionato e quello più integro viene rifinito, smaltato e decorato per essere nuovamente cotto.
Una volta ultimatolo, il prodotto ceramico viene presentato al pubblico in una vetrina espositiva, che a turno viene gestita da un gruppo di ragazzi che ne promuove la commercializzazione insieme ad altri elaborati pittorici o manufatti di cartapesta o di tessitura.

3. laboratorio di didattica
L’attività didattica svolta con l’ausilio di software specifici per la lettura, la comprensione, l’orientamento spaziale e temporale, il calcolo mirano a mantenere  le abilità di base necessarie per l’acquisizione di un minimo di abilità sociale.

4. progetto autonomia
Obiettivo del “Corso” è offrire ai ragazzi la possibilità di acquisire nuove competenze per l’inserimento sociale nella vita di tutti i giorni, fuori dalle mura domestiche (la comunicazione, l’orientamento, l’uso dei mezzi di trasporto, il comportamento stradale, gli acquisti, l’uso dei servizi) attraverso un itinerario di apprendimento teorico-pratico, in un contesto di gruppo prevalentemente ricreativo e gratificante, in cui i ragazzi si sentano protagonisti e vengano così anche rinforzati nell’assunzione del loro essere “grandi”.

Parallelamente al “Corso” sono proposti incontri con i genitori per riflettere insieme sull’esperienza vissuta dal figlio e come essa possa essere riportata e rafforzata nella vita a casa, nonché sulle problematiche connesse al momento esistenziale dei loro figli.
Il progetto educativo elaborato in questi anni, oltre ad aver permesso di verificare cambiamenti positivi nei giovani partecipanti, sia sul piano delle competenze (saper fare), sia sul piano dell’identità (saper essere), ha stimolato una maggiore consapevolezza nei genitori ed ha suscitato ulteriori esperienze verso l’inserimento lavorativo e la realizzazione di nuove forme di residenzialità per disabili.

5. laboratorio di grafica computerizzata e cartotecnica
Alla luce del lavoro svolto negli scorsi anni con il laboratorio di informatica educativa e delle valutazioni positive sulle ricadute osservate nei giovani che hanno costantemente usufruito del servizio, si propone  la prosecuzione dell'esperienza per poter approfondire alcune attività specifiche e valutare l’esperimento come prima occasione di avvicinamento e inserimento all'interno di un ambiente lavorativo,  seppure protetto. L'azione innovativa mira ad affiancare ai linguaggi tradizionali (lettura e scrittura), un linguaggio grafico creativo e alternativo. L'utilizzo di tavolette grafiche, mouse senza fili, scanner e programmi di elaborazione grafica sono soluzioni alternative da affiancare alle normali tecniche di uso e applicazione del colore . Il laboratorio si propone di offrire ai partecipanti una conoscenza delle tecniche di base della grafica, attraverso un excursus sulle varie modalità della comunicazione attraverso le immagini, dal disegno manuale alla computer-graphic. Per ciò che riguarda l’attività grafico-pittorica vengono utilizzati un numero illimitato di strumenti cromatici: dalla matita, al gessetto, al pastello, alla tempera, all’acrilico, etc.. con interessanti lavori di composizione o sovrapposizione di più tecniche con l’elaborazione finale di prodotti individuali o collettivi. Il laboratorio si prefigge le seguenti finalità:

1) DI TIPO EDUCATIVO che mira ad aiutare il soggetto e riflette sul significato delle varie proposte attraverso: richiesta di piccoli impegni, affinamento di semplici modalità di intervento, interiorizzazione delle esperienze vissute, analisi dell’esperienza a livello verbale, analisi dell’esperienza a livello grafico. Tutto questo comporta per il soggetto l’acquisizione della progressiva conquista delle proprie abilità e la padronanza dei propri mezzi.
2) DI TIPO OCCUPAZIONALE che ha come obiettivo prioritario quello di far acquisire al soggetto piccole competenze ovvero di fargli apprendere la corretta successione di atti che portano ad una determinata azione. Per questo è necessario che il soggetto abbia mentalmente l’idea dell’azione che deve svolgere.
3) DI TIPO PRE-LAVORATIVO. È necessario per realizzare questo momento che il soggetto abbia sia il senso di responsabilità sia la consapevolezza di operare nei tempi e nelle modalità richieste (rispetto degli orari, qualità del prodotto, ecc.). Se c’è tutto questo si può parlare di “lavoro” e allora verrà dato ai soggetti inseriti in questo tipo di settore, un compenso che gratifichi il loro impegno.

6. laboratorio di musicoterapia
La musicoterapia viene usata essenzialmente come mezzo di comunicazione non verbale in grado di agire sulla totalità dell’essere umano: il corpo, la mente e le emozioni. L’attività  si propone di:
favorire il benessere psico-fisico dei ragazzi
agire positivamente sul vissuto emotivo e sullo sviluppo intellettivo;
favorire la relazione interpersonale e la socializzazione.

d. attività esterne
Attività sportiva
Nel settembre del 2005 è stata  costituita la società sportiva "AIPD Brindisi Sport“, affiliata al C.I.P.-FISDIR, nell’ambito delle iniziative volte a promuovere l’integrazione sociale del disabile.
Lo sport per i suoi contenuti educativi e relazionali si contrappone alla passività e all’autocommiserazione che spesso si riscontrano come pregiudizi da parte della società. Le attività sportive così come avviene nei normodotati, ripristinano maggiore fiducia in se stessi, nelle proprie capacità e possibilità, offrendo al ragazzo una diversa immagine di sé che gli permette di interagire con gli altri con più serenità e voglia di essere al mondo. Dalla costituzione della società sportiva ad oggi, le attività sportive vengono pianificate durante l’arco dell’anno, nel nostro progetto pedagogico. Esse sono coordinate da un tecnico specializzato che porta avanti una programmazione psicomotoria, sportiva e ricreativa che tiene conto delle diverse abilità e potenzialità di ogni singolo soggetto.

e. attività con le famiglie
Il Centro offre un servizio educativo esclusivamente diurno, per cui ogni ragazzo ritorna ogni giorno nella propria famiglia.
Tale impostazione permette all’utente di usufruire di un trattamento educativo e specialistico complesso e, allo stesso tempo, di mantenere con la famiglia un legame educativo e affettivo considerato irrinunciabile e insostituibile.
In questo contesto assume grande rilievo il servizio svolto dall’assistente sociale, praticamente la prima persona che la famiglia incontra entrando nel Centro, colei che la guida alla prima conoscenza del servizio e che l’assiste nel cammino d’accoglienza.
Dopo questo primo contatto, l’assistente sociale segue la famiglia per tutto il tempo in cui il ragazzo frequenterà il Centro proponendosi, in sintesi, le seguenti finalità:
giungere a una conoscenza la più completa possibile delle dinamiche familiari per poter fungere da mediatore tra la famiglia (con le sue richieste e le sue esigenze), e il Centro (con la sua organizzazione e i suoi principi educativi);
aiutare gli operatori dei vari servizi a svolgere il proprio intervento sul bambino visto come soggetto che fa parte di una determinata struttura familiare;
favorire la crescita della famiglia aiutandola a realizzare la miglior integrazione sociale possibile;
conoscere le risorse territoriali per favorire interventi di apertura che impediscono alla famiglia di trovarsi emarginata.

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07/02/2017
Leggi la notizia qui: http://aipd.it/al-via-