EDUCAZIONE ALL'AUTONOMIA

L’autonomia rimane come sempre l’obiettivo fondamentale da perseguire nel momento in cui si lavora con una persona disabile ed è per questo che L’ Associazione Italiana Persone Down sezione di Brindisi, soprattutto dopo aver realizzato il Centro diurno socio-educativo e riabilitativo, sulla base degli insegnamenti ricevuti dalla sede nazionale circa l’attivazione di Corsi specifici di educazione all’autonomia (sociale). ha attivato tre laboratori di autonomia: personale, domestica ed appunto quello sociale. In realtà non si tratta di veri e propri laboratori, bensì di momenti strettamente connessi alle fasi della giornata di ciascuno, finalizzati allo sviluppo di quelle abilità che, a causa di problematiche di vario genere, si rivelano difficoltose e generano non pochi impedimenti nell’esecuzione dei normali gesti della vita quotidiana.

AUTONOMIA PERSONALE

Per autonomia personale si intende lo sviluppo o il mantenimento di tutte quelle abilità che danno all’individuo la possibilità di limitare la richiesta d’aiuto durante l’arco della sua giornata. Con i ragazzi l’educatore cerca di lavorare sui gesti di routine, come lavarsi le mani, i denti, farsi la doccia, ma anche sapersi vestire, sapere quando lavarsi, saper stare a tavola e mangiare autonomamente, naturalmente partendo dall’osservazione del singolo utente e dell’obiettivo che, secondo l’equipe, è perseguibile per lo stesso. Non è un caso, ad esempio, che siano gli stessi genitori a chiedere un aiuto nello sviluppo dell’autonomia personale, magari perché, ad una certa età, sono stanchi di provvedere ai propri figli come se fossero ancora dei bambini, oppure perché magari abbiano già fatto diversi tentativi senza validi risultati. L’equipe cerca infatti di intervenire laddove sia più necessario, sulla base di continui aggiornamenti relativi ai metodi di apprendimento più all’avanguardia.

AUTONOMIA DOMESTICA

Si tratta di un ambito in cui non è sempre semplice lavorare: consiste perlopiù nell’abituare l’utente a vivere adeguatamente nella propria casa, collaborando nelle faccende domestiche, provvedendo autonomamente alla propria alimentazione, riconoscendo e soddisfacendo da solo le proprie necessità. Non solo: nell’aut onomia domesti ca gli operator i cercano di trasmettere agli utenti le regole della buona educazione e del rispetto della vita comunitaria, dall’aiutare un compagno che è in difficoltà, al rispetto del proprio turno di parola, al riconoscimento degli orari, e quindi delle fasi, della propria giornata. Molti utenti adulti, ad esempio, provengono da famiglie che hanno sempre applicato un metodo di tipo assistenziale, più che educativo, magari considerandoli ancora dei bambini, oppure preoccupandosi del loro benessere fisico, più che di quello comportamentale. Ecco perché il Centro diurno socio-educativo e riabilitativo realizzato dall’ A.I.P.D. di Brindisi vuole considerare l’individuo come persona a trecentosessanta gradi, dunque in grado di comprendere come e quando si fa cosa, senza mai dimenticare le sue potenzialità di base, i punti da cui partire ed i traguardi massimi da poter raggiungere.

AUTONOMIA SOCIALE

Vivere una vita autonoma non significa non chiedere mai aiuto, ma significa soprattutto riconoscere i propri limiti e saper chiedere un’informazione quando si è per strada, sapere a chi rivolgersi quando si è in difficoltà, quale numero chiamare in caso di emergenza, ecc. Ecco perché il Centro diurno organizza delle uscite programmate settimanali durante le quali i ragazzi dovrebbero acquisire maggiore confidenza con il mondo che li circonda, imparare a seguire un percorso, saper raggiungere un luogo preciso, ma soprattutto imparare a chiedere in caso di bisogno, riconoscere l’orologio, saper fare una telefonata. Le esperienze vissute vengono poi verificate e verbalizzate in un momento di incontro del gruppo presso la sede del corso al termine di ogni uscita. Viene inoltre stimolata nei ragazzi la capacità di comunicazione e di progettazione nell’individuare i luoghi o le situazioni da esplorare. Per ogni ragazzo, dopo una valutazione iniziale delle competenze già possedute, viene disposto un itinerario di apprendimento individualizzato che sarà poi percorso attraverso l’attività di piccolo gruppo.

Nella stesura dei programmi di lavoro vengono prese in considerazione le seguenti aree:

  • comunicazione: saper chiedere, saper dare i propri dati anagrafici, familiarizzazione con l’uso dei telefoni pubblici;
  • orientamento: lettura delle indicazioni stradali, individuazione di punti di riferimento, riconoscimento delle fermate di autobus, taxi;
  • uso del denaro;
  • utilizzo dei negozi: supermercati, negozi di uso comune, capacità di riconoscimento e di individuazione dei prodotti, stesura di una lista;
  • utilizzo di uffici pubblici: semplici operazioni postali;
  • utilizzo di locali pubblici: bar , ristoranti, cinema;
  • Alla normale attività corsale si affiancano, nell’ottica di una più completa educazione all’autonomia, due ulteriori attività volte ad incrementare le opportunità offerte:
  • realizzazione di almeno un week-end fuori città nel corso dell’anno;
  • realizzazione di un giornale dei ragazzi la cui redazione viene curata ogni mese da un gruppo diverso in un apposito incontro.

Per ogni ragazzo vengono fatte poi delle verifiche periodiche utili a testare gli apprendimenti raggiunti e a ridefinire nuovi obiettivi. Naturalmente non per tutti è possibile ipotizzare il raggiungimento di uno di questi obiettivi, ma sicuramente si può pensare che “conoscere la strada” sia meglio che non conoscerla, così come acquisire consapevolezza dei pericoli, imparare a stabilire un contatto con la gente, ecc. Gli obiettivi di autonomia sociale sono perseguiti anche dai soggetti più gravi, con i quali anche saper stare tra la gente diventa un traguardo potenzialmente raggiungibile.

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07/02/2017
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