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FORMAZIONE

L’Associazione Italiana Persone Down si occupa di formazione grazie ad un sodalizio avvenuto più di 4 anni fa con un metodo di apprendimento molto particolare e riconosciuto come efficiente nell’ambito della disabilità: parliamo del metodo “Feuerstein”.

Reuven Feuerstein nasce a Botosan (Romania) nel 1921 da genitori ebrei. La sua prospettiva si fonda sul principio della modificabilità cognitiva, per la quale le facoltà intellettive possono essere accresciute non soltanto nell'età evolutiva ma anche durante tutto l'arco della vita di un individuo. Nello sviluppo cognitivo, un ruolo fondamentale viene svolto dalla mediazione sociale, poiché, secondo Feuerstein, l'apprendimento non ha luogo tanto in seguito all'esposizione diretta di soggetto agli stimoli, quanto piuttosto attraverso l'azione di un mediatore. L'applicazione pratica dei principi teorici sviluppati da Feuerstein e dalla sua equipe fa uso di un insieme articolato e organico di strumenti, volti a creare, attivare e sviluppare quei prerequisiti del pensiero che possono presentarsi non adeguati a causa di una insufficiente esperienza di apprendimento mediato.

“Da un insegnamento basato soprattutto sul trasferimento di conoscenze e competenze relative a campi definiti stabili, si è passati ad un insegnamento maggiormente interessato a tutte quelle pratiche che possano facilitare un uso "intelligente" dei fattori di intervento cognitivo, comunicativo e relazionale, cioè a quelle capacità individuali che costituiscono il fondamento della costruzione del proprio essere "persona" ancora prima che del proprio essere "soggetto" : insomma, non solo un sapere o un saper fare, ma anche un sapere essere e soprattutto un sapere perchè, originali, liberi e in grado di far fronte alle molteplici nuove situazioni che la vita continuamente crea. (rif. www.dimagliformazione.it)”.

La sede dell’ex ospedale “Di Summa” dell’A.I.P.D. ha organizzato diversi corsi di formazione, tenuti dal Prof. Cosimo Di Magli, fondatore e responsabile del C.A.F., Centro Autorizzato Feuerstein di Manduria, a cui hanno partecipato diverse figure professionali, tra cui psicologi, terapisti della riabilitazione, logopedisti, fisioterapisti ed educatori professionali, spinti dal presupposto che per apprendere non è sufficiente una semplice predisposizione del “discente”, se così lo si vuol chiamare, ma è fondamentale l’abilità di “chi sta dall’altra parte”. Con il disabile, è risaputo, ottenere dei risultati è di gran lunga più difficile rispetto che con il normodotato, tuttavia questo metodo, se correttamente applicato, va ad innescare le sinapsi necessarie al cervello per raggiungere determinati obiettivi ed arrivare laddove il soggetto non è mai arrivato prima. E’ un metodo che presuppone che il soggetto debba essere portato a “chiedere conoscenza”, la sua curiosità deve essere stimolata, attraverso un’osservazione dettagliata ed un graduale instaurarsi di un rapporto di fiducia con il mediatore, al punto tale da riuscire a trovare autonomamente una soluzione al problema.

Ed è per sposare questa teoria che l’A.I.P.D. di Brindisi ha ideato un vero e proprio “Laboratorio di potenziamento cognitivo”, dedicato agli ospiti del centro diurno, ma anche ad utenti esterni, che potranno usufruirne grazie all’attività volontaria dei componenti esperti dell’Associazione. Tale laboratorio sarà attivo a conclusione del percorso formativo relativo al metodo in questione.

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07/02/2017
Leggi la notizia qui: http://aipd.it/al-via-